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Le configurazioni di Autoconsumo Diffuso, tra cui le famose CER (Comunità Energetiche Rinnovabili), sono considerate lo strumento chiave per ottimizzare la produzione e consumo di energia pulita a livello locale. In questo modo si va ad accelerare la transizione energetica e ad aumentare la sicurezza sull’approvvigionamento.   

Molteplici sono gli avvenimenti che hanno, recentemente, minato la stabilità internazionale. Questi avvenimenti hanno messo in luce come la sicurezza energetica sia di fondamentale importanza per garantire una stabilità economica di lungo periodo. Ne sono un esempio i recenti avvenimenti in Medio Oriente, la crisi del Mar Rosso e soprattutto la guerra russo-ucraina. La guerra ha, al suo scoppio, dato forte impulso all’innalzamento dei prezzi europei dell’energia. 

Un ripensamento di tutto il sistema, messo in crisi dagli squilibri geopolitici e dalla minaccia del cambiamento climatico, è ormai sotto gli occhi di tutti e non si può più rimandare. 

Configurazioni di Autoconsumo DiffusoQuali risorse sono attualmente disponibili nel nostro continente per affrontare queste minacce? Quali strategie saranno adottate nel breve, medio e lungo periodo per far fronte a esse?

Le energie rinnovabili (e la transizione energetica) si pongono come la soluzione ed il principale driver in grado di assolvere a un duplice compito. Quello di garantire la sicurezza energetica e di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione previsti dall’Unione Europea. 

Anche grazie all’entrata in vigore del Decreto CACER lo scorso 24 gennaio, il segnale da parte delle istituzioni italiane sembra essere quello giusto. Il segnale è di incentivare un nuovo sistema di produzione dell’energia da fonte rinnovabile, non più centralizzato ma decentralizzato.

Come?  

Tramite la generazione distribuita e le configurazioni incentivate di Autoconsumo Diffuso.  

Un sistema che offre ai consumatori la risposta ai loro bisogni di approvvigionamento energetico (da fonte rinnovabile!).

La generazione distribuita riduce l’esposizione alla volatilità dei prezzi dell’energia. Garantisce, inoltre, resilienza della rete che non è pronta a sostenere il trend di crescita dell’elettrificazione dei consumi. Questo trend è pari al+3,4% annuo fino al 2026 (Fonte: IEA – International Energy Agency) .

Il gruppo Greenvolt e Solarelit fanno della generazione distribuita e dell’autoconsumo diffuso un loro indissolubile pilastro. 

La nostra Business Unit, Autoconsumo Diffuso, supporta i clienti nella realizzazione delle configurazioni di Autoconsumo Diffuso Incentivato. Tramite questo servizio si rende possibile l’accesso agli incentivi statali sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa localmente, per una durata di vent’anni.  

Le configurazioni incentivate (incluse nel decreto CACER) sono tre:  

  • le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), le più famose e dibattute;
  • il Gruppo di Autoconsumatori;
  • l’Autoconsumatore Individuale a Distanza.  

Nonostante l’obiettivo (e l’incentivo) sia lo stesso, ogni configurazione è pensata per bisogni distinti. La Business Unit Autoconsumo Diffuso eroga un servizio aggiuntivo a soluzioni di generazione di energia rinnovabile. Supportiamo cittadini, imprese e pubblica amministrazione nella progettazione, realizzazione e gestione della configurazione più vantaggiosa per il singolo caso. 

Un esempio di soluzione può essere un nuovo impianto fotovoltaico installato sul tetto di un’azienda, qualora inserito in una CER, l’energia in surplus viene condivisa con i vicini aumentando il valore dell’impianto e generando un incentivo per i membri della CER.

Adottando, dove possibile, le configurazioni di autoconsumo diffuso, si va a massimizzare il valore dell’impianto di generazione. Così facendo, si va a sfruttare appieno tutta l’energia generata e consumata localmente. Un passo per diventare parte attiva nella transizione energetica e contribuire a creare un futuro più green per tutti. 

Se vuoi saperne di più sulle configurazioni incentivate di energia condivisa, visita la sezione dedicata o contattaci mandando una mail a [email protected]

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